Per inserire direttamente il codice unicode di un carattere, gli utenti Windows usano la combinazione di tasti:
ALT + numero sul tastierino numerico.
Per gli utenti Linux la combinazione per inserire caratteri unicode da tastiera è leggermente più articolata:
Ctrl + Maiusc + u
Compare una u, basta scrivere il codice unicode (ad esempio 213b) e dare invio, in questo caso otteniamo il simbolo ℻.
La cosa funziona sicuramente con interfacce basate su GTK, ad esempio Gnome, su altre basate per esempio su KDE non ho verificato.
Sempre per gli utenti Linux, c'è comunque la possibilità di inserire virgolette alte, basse, singole, doppie, la tilde e così via, direttamente tramite queste combinazione di tasti.
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giovedì 23 luglio 2015
mercoledì 22 luglio 2015
Virgolette e altri caratteri speciali sulle tastiere Linux
Combinazioni di tasti per l'inserimento di virgolette e altri caratteri speciali sulle tastiere Linux:
Virgolette alte doppie
aperte: AltGr + V = “
chiuse: AltGr + B = ”
Virgolette alte semplici
aperte: AltGr + Maiusc + v = ‘
chiuse: AltGr + Maiusc + b = ’
Virgolette basse (caporali o all'italiana)
aperte: AltGr + < = «
chiuse: AltGr + x = »
Virgoletta inversa
AltGr + ' = `
E accentata maiuscola
Bloc Maiusc + è = È
Tilde
AltGr + ì = ~
Parentesi quadre
aperte: AltGr + è = [
chiuse: AltGr + + = ]
Parentesi graffe
aperte: AltGr + 7 = {
chiuse: AltGr + 0 = }
Un'altra possibilità è quella di inserire da tastiera il codice Unicode dei caratteri.
Virgolette alte doppie
aperte: AltGr + V = “
chiuse: AltGr + B = ”
Virgolette alte semplici
aperte: AltGr + Maiusc + v = ‘
chiuse: AltGr + Maiusc + b = ’
aperte: AltGr + < = «
chiuse: AltGr + x = »
Virgoletta inversa
AltGr + ' = `
E accentata maiuscola
Bloc Maiusc + è = È
Tilde
AltGr + ì = ~
Parentesi quadre
aperte: AltGr + è = [
chiuse: AltGr + + = ]
Parentesi graffe
aperte: AltGr + 7 = {
chiuse: AltGr + 0 = }
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mercoledì 4 dicembre 2013
Ubuntu Unity: aggiungere un indicator per vedere la velocità della rete
Una delle cose che trovavo comode nelle vecchie versioni di Ubuntu prima dell'upgrade forzato, era l'applet che mostrava la velocità di upload/download della rete.
Unity di default non ha un indicator del genere, o almeno, fino all'ultima volta che l'ho cercato non ne ho trovati, esiste però l'ottimo System Load Indicator che fa bene il suo lavoro... ma a me non piace.
Non piace perché non mostra il valore numerico della velocità di download/upload in quell'istante, bensì il suo grafico, ed è posizionato sul pannello in alto di Unity, per cui l'immagine è estremamente piccola: si capisce poco o nulla della velocità effettiva.
Occorre cliccarci sopra per vedere il dettaglio in termini di kilobyte/megabyte, e questo ulteriore passo fa perdere l'immediatezza del semplice colpo d'occhio possibile con la vecchia applet.
Poi ho trovato System Monitor Indicator.
Monitorizza tre parametri fondamentali del nostro sistema, CPU, Ram e velocità di rete, e mostra i risultati direttamente come testo nell'indicatore senza dover cliccare da nessuna parte.
Ero ovviamente interessato alla sola velocità di rete, e nell'immagine potete constatare da soli quanto sia immediato capire come sta andando il nostro download/upload:
Se anche voi siete interessati a qualcosa del genere, vediamo come installarlo.
Aprite un terminale e date i comandi:
sudo add-apt-repository ppa:alexeftimie/ppa
sudo apt-get update
sudo apt-get install indicator-sysmonitor dstat
Per configurarlo create una directory nella home,
cd
mkdir -p ~/scripts
cd ~/scripts
e scaricate l'apposito script:
wget http://webupd8.googlecode.com/files/sysmon_0.2.tar.gz
tar -xvf sysmon_0.2.tar.gz
Avviatelo,
./sysmon
e comparirà il nuovo indicator nel pannello in alto di Unity. Cliccateci sopra ed in "Preferences" selezionate "Use this command", come percorso invece inserite quello dello script,
$HOME/scripts/sysmon
poi salvate le impostazioni. Personalmente non mi è mai capitato, ma l'autore del programma lamentava un blocco di System Monitor Indicator proprio durante il salvataggio delle impostazioni. Dovesse capitare anche a voi, date il comando
killall indicator-sysmonitor
e fatelo ripartire. Se come nel mio caso v'interessa solo sapere la velocità della vostra rete, per eliminare la visualizzazione di tutte le altre informazioni aprite il file di configurazione con
gedit ~/scripts/sysmon
e modificatelo così:
#settings:
cpu=false
ram=false
netspeed=true
Salvate e riavviate System Monitor Indicator, lo vedrete finalmente apparire come nell'immagine riportata sopra. Se volete lanciarlo ad ogni avvio di Ubuntu, nel menù "Preferences" selezionate "Run on startup".
Unity di default non ha un indicator del genere, o almeno, fino all'ultima volta che l'ho cercato non ne ho trovati, esiste però l'ottimo System Load Indicator che fa bene il suo lavoro... ma a me non piace.
Non piace perché non mostra il valore numerico della velocità di download/upload in quell'istante, bensì il suo grafico, ed è posizionato sul pannello in alto di Unity, per cui l'immagine è estremamente piccola: si capisce poco o nulla della velocità effettiva.
Occorre cliccarci sopra per vedere il dettaglio in termini di kilobyte/megabyte, e questo ulteriore passo fa perdere l'immediatezza del semplice colpo d'occhio possibile con la vecchia applet.
Poi ho trovato System Monitor Indicator.
Monitorizza tre parametri fondamentali del nostro sistema, CPU, Ram e velocità di rete, e mostra i risultati direttamente come testo nell'indicatore senza dover cliccare da nessuna parte.
Ero ovviamente interessato alla sola velocità di rete, e nell'immagine potete constatare da soli quanto sia immediato capire come sta andando il nostro download/upload:
Se anche voi siete interessati a qualcosa del genere, vediamo come installarlo.
Aprite un terminale e date i comandi:
sudo add-apt-repository ppa:alexeftimie/ppa
sudo apt-get update
sudo apt-get install indicator-sysmonitor dstat
Per configurarlo create una directory nella home,
cd
mkdir -p ~/scripts
cd ~/scripts
e scaricate l'apposito script:
wget http://webupd8.googlecode.com/files/sysmon_0.2.tar.gz
tar -xvf sysmon_0.2.tar.gz
Avviatelo,
./sysmon
e comparirà il nuovo indicator nel pannello in alto di Unity. Cliccateci sopra ed in "Preferences" selezionate "Use this command", come percorso invece inserite quello dello script,
$HOME/scripts/sysmon
poi salvate le impostazioni. Personalmente non mi è mai capitato, ma l'autore del programma lamentava un blocco di System Monitor Indicator proprio durante il salvataggio delle impostazioni. Dovesse capitare anche a voi, date il comando
killall indicator-sysmonitor
e fatelo ripartire. Se come nel mio caso v'interessa solo sapere la velocità della vostra rete, per eliminare la visualizzazione di tutte le altre informazioni aprite il file di configurazione con
gedit ~/scripts/sysmon
e modificatelo così:
#settings:
cpu=false
ram=false
netspeed=true
Salvate e riavviate System Monitor Indicator, lo vedrete finalmente apparire come nell'immagine riportata sopra. Se volete lanciarlo ad ogni avvio di Ubuntu, nel menù "Preferences" selezionate "Run on startup".
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lunedì 2 dicembre 2013
Ubuntu: creazione, installazione e disintallazione pacchetti deb Oracle Java 6 e 7
Tempo fa il cambio di licenza di Oracle Java aveva imposto la sua eliminazione dai repository Ubuntu.
Martin Wimpress ha creato un script che non solo sopperisce a questa mancanza, ma fa molto di più:
L'autore dello script infatti indica chiaramente che lo script non è compatibile solo con Ubuntu 10.04.
Ecco allora le poche semplici istruzioni per creare ed installare i pacchetti deb di Oracle Java 6 e 7 su Ubuntu:
mkdir ~/Scrivania/java
cd ~/Scrivania/java
Fate attenzione, la prossima è un'unica riga anche se eventualmente la vedrete andare a capo:
wget https://github.com/flexiondotorg/oab-java6/raw/0.3.0/oab-java.sh -O oab-java.sh
e poi
chmod +x oab-java.sh
A questo punto non vi resta che lanciare lo script con le opzioni giuste per scaricare Java dal sito Oracle e creare i pacchetti deb per la successiva installazione.
Per creare i pacchetti di Oracle Java 6 (ATTENZIONE: non riceve più aggiornamenti di sicurezza) basta il comando:
sudo ./oab-java.sh
Se invece volete creare i pacchetti per Oracle Java 7 (consigliato), allora dovete aggiungere un'apposita opzione al comando precedente:
sudo ./oab-java.sh -7
Se per caso avviate lo script da dietro un proxy, il sudo iniziale diventa sudo -i, così:
sudo -i ./oab-java.sh -7
Appena lo script parte vi indicherà una stringa da inserire in un altro terminale per seguire l'elaborazione in tempo reale, è qualcosa del tipo:
tail -f ~/Scrivania/java/oab-java.sh.log
ma voi usate direttamente quella che compare nel vostro terminale.
Aprite un secondo terminale e incollate lì la vostra stringa, poi date un invio sulla tastiera: potrete vedere il gran numero di operazioni svolte dallo script e anche eventuali messaggi di errore nel caso qualcosa andasse storto.
Ora mettetevi comodi: a seconda della potenza del vostro computer e la velocità della connessione Internet (c'è molta roba da scaricare a cominciare da Java stesso), si va da qualche minuto a qualche decina di minuti di elaborazione.
In realtà tutto potrebbe terminare molto prima se vi sono dipendenze insoddisfatte per la compilazione come è accaduto a me. L'elaborazione si è fermata e ho ricevuto questo messaggio:
dpkg-checkbuilddeps: Unmet build dependencies: curl
dpkg-buildpackage: warning: Build dependencies/conflicts unsatisfied; aborting.
dpkg-buildpackage: warning: (Use -d flag to override.)
2599's retcode: 3
Se beccate anche voi lo stesso messaggio di errore, tagliate la testa al toro dando questo comando,
sudo apt-get install build-essential curl
poi rilanciate il comando di creazione dei pacchetti Java che avevate dato prima. A me si è fermato una seconda volta con questo nuovo messaggio:
debian/control did change, please restart the build
make: *** [debian/control] Errore 1
dpkg-buildpackage: error: debian/rules build gave error exit status 2
3223's retcode: 2
Sta dicendo di rilanciare nuovamente la creazione dei pacchetti. Se succede anche a voi, rilanciate ancora una volta l'ultimo comando dato e dovrebbe risolversi tutto.
Se invece continua a darvi ostinatamente lo stesso errore, chiudete entrambi le finestre di terminale, poi riapritele e ripetete tutto ancora una volta: prima il comando di creazione dei pacchetti Java,
sudo ./oab-java.sh -7
poi quello per osservare i messaggi dell'elaborazione:
tail -f ~/Scrivania/java/oab-java.sh.log
Una volta che è terminata correttamente la creazione dei pacchetti, viene automaticamente lanciato l'update di apt-get che rende visibile al gestore del software di Ubuntu i pacchetti Java appena creati.
Ora avrete a disposizione alcune opzioni d'installazione, usate quella che vi serve.
Installazione ex-novo Oracle Java 7 runtime:
sudo apt-get install oracle-java7-jre oracle-java7-plugin oracle-java7-fonts
Installazione ex-novo Oracle Java 7 runtime + JDK:
sudo apt-get install oracle-java7-jre oracle-java7-plugin oracle-java7-fonts oracle-java7-jdk
Aggiornamenti di pacchetti precedentemente installati, sia runtime che JDK:
sudo apt-get upgrade
Non dimenticate di verificare il corretto funzionamento di Java.
Se volete disinstallare Java da Ubuntu, trattandosi di normali pacchetti usate i soliti strumenti che Ubuntu mette a disposizione per farlo, ad esempio Gestore Pacchetti (Sinaptic) o l'Ubuntu Sofware Center, basta cercare i pacchetti che iniziano con il nome "oracle-java".
Se invece preferite la riga di comando:
sudo apt-get remove --purge oracle-java7-jre oracle-java7-plugin oracle-java7-fonts oracle-java7-jdk
Martin Wimpress ha creato un script che non solo sopperisce a questa mancanza, ma fa molto di più:
- crea un repository locale;
- scarica i file Java dal sito Oracle;
- usando questi file crea dei pacchetti deb sia per il runtime che per il JDK (serve a chi sviluppa in Java);
- i pacchetti deb creati possono essere usati per un'installazione ex-novo o per aggiornare pacchetti precedentemente installati usando direttamente il vostro gestore dei pacchetti preferito, ad esempio Gestore Pacchetti (Sinaptic) o l'Ubuntu Sofware Center.
L'autore dello script infatti indica chiaramente che lo script non è compatibile solo con Ubuntu 10.04.
Ecco allora le poche semplici istruzioni per creare ed installare i pacchetti deb di Oracle Java 6 e 7 su Ubuntu:
mkdir ~/Scrivania/java
cd ~/Scrivania/java
Fate attenzione, la prossima è un'unica riga anche se eventualmente la vedrete andare a capo:
wget https://github.com/flexiondotorg/oab-java6/raw/0.3.0/oab-java.sh -O oab-java.sh
e poi
chmod +x oab-java.sh
A questo punto non vi resta che lanciare lo script con le opzioni giuste per scaricare Java dal sito Oracle e creare i pacchetti deb per la successiva installazione.
Per creare i pacchetti di Oracle Java 6 (ATTENZIONE: non riceve più aggiornamenti di sicurezza) basta il comando:
sudo ./oab-java.sh
Se invece volete creare i pacchetti per Oracle Java 7 (consigliato), allora dovete aggiungere un'apposita opzione al comando precedente:
sudo ./oab-java.sh -7
Se per caso avviate lo script da dietro un proxy, il sudo iniziale diventa sudo -i, così:
sudo -i ./oab-java.sh -7
Appena lo script parte vi indicherà una stringa da inserire in un altro terminale per seguire l'elaborazione in tempo reale, è qualcosa del tipo:
tail -f ~/Scrivania/java/oab-java.sh.log
ma voi usate direttamente quella che compare nel vostro terminale.
Aprite un secondo terminale e incollate lì la vostra stringa, poi date un invio sulla tastiera: potrete vedere il gran numero di operazioni svolte dallo script e anche eventuali messaggi di errore nel caso qualcosa andasse storto.
Ora mettetevi comodi: a seconda della potenza del vostro computer e la velocità della connessione Internet (c'è molta roba da scaricare a cominciare da Java stesso), si va da qualche minuto a qualche decina di minuti di elaborazione.
In realtà tutto potrebbe terminare molto prima se vi sono dipendenze insoddisfatte per la compilazione come è accaduto a me. L'elaborazione si è fermata e ho ricevuto questo messaggio:
dpkg-checkbuilddeps: Unmet build dependencies: curl
dpkg-buildpackage: warning: Build dependencies/conflicts unsatisfied; aborting.
dpkg-buildpackage: warning: (Use -d flag to override.)
2599's retcode: 3
Se beccate anche voi lo stesso messaggio di errore, tagliate la testa al toro dando questo comando,
sudo apt-get install build-essential curl
poi rilanciate il comando di creazione dei pacchetti Java che avevate dato prima. A me si è fermato una seconda volta con questo nuovo messaggio:
debian/control did change, please restart the build
make: *** [debian/control] Errore 1
dpkg-buildpackage: error: debian/rules build gave error exit status 2
3223's retcode: 2
Sta dicendo di rilanciare nuovamente la creazione dei pacchetti. Se succede anche a voi, rilanciate ancora una volta l'ultimo comando dato e dovrebbe risolversi tutto.
Se invece continua a darvi ostinatamente lo stesso errore, chiudete entrambi le finestre di terminale, poi riapritele e ripetete tutto ancora una volta: prima il comando di creazione dei pacchetti Java,
sudo ./oab-java.sh -7
poi quello per osservare i messaggi dell'elaborazione:
tail -f ~/Scrivania/java/oab-java.sh.log
Una volta che è terminata correttamente la creazione dei pacchetti, viene automaticamente lanciato l'update di apt-get che rende visibile al gestore del software di Ubuntu i pacchetti Java appena creati.
Ora avrete a disposizione alcune opzioni d'installazione, usate quella che vi serve.
Installazione ex-novo Oracle Java 7 runtime:
sudo apt-get install oracle-java7-jre oracle-java7-plugin oracle-java7-fonts
Installazione ex-novo Oracle Java 7 runtime + JDK:
sudo apt-get install oracle-java7-jre oracle-java7-plugin oracle-java7-fonts oracle-java7-jdk
Aggiornamenti di pacchetti precedentemente installati, sia runtime che JDK:
sudo apt-get upgrade
Non dimenticate di verificare il corretto funzionamento di Java.
Se volete disinstallare Java da Ubuntu, trattandosi di normali pacchetti usate i soliti strumenti che Ubuntu mette a disposizione per farlo, ad esempio Gestore Pacchetti (Sinaptic) o l'Ubuntu Sofware Center, basta cercare i pacchetti che iniziano con il nome "oracle-java".
Se invece preferite la riga di comando:
sudo apt-get remove --purge oracle-java7-jre oracle-java7-plugin oracle-java7-fonts oracle-java7-jdk
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venerdì 8 novembre 2013
Ubuntu: installazione di SQLite da sorgente
Prima o poi un database può servire, e serve un RDBMS per gestirlo. Una scelta molto comune è MySQL, altra possibile scelta è PostgreSQL, ma non sempre c'è bisogno di scomodare tanta potenza e peso.
A volte serve qualcosa di piccolo ed essenziale, facile da installare e da usare, che sia multipiattaforma e richieda poca o nessuna amministrazione, che possa essere usato sia come prodotto a se stante, sia gestito dall'interno dei nostri programmi scritti in un linguaggio di programmazione come C/Java/PHP/Python, e molti altri per cui esiste il binding.
Queste sono le occasioni in cui SQLite fa al caso nostro. Il prodotto ha notevoli possibilità e anche limiti, per cui è sempre da valutare con attenzione se fa proprio al caso nostro.
Vediamo come installarlo su una macchina Ubuntu partendo direttamente dai sorgenti disponibili per il dowload sul sito ufficiale. Per le prove ho usato una Ubuntu 12.04 LTS a 64 bit e SQLite 3, ma con piccole modifiche immagino sia una procedura del tutto generale. Fatemi sapere laddove doveste incontrare problemi, ma anche laddove è andato tutto bene.
Iniziamo con l'installazione preliminare dell'occorrente per la successiva compilazione dei sorgenti. Aprite un terminale e date il comando:
sudo apt-get install build-essential checkinstall
Scaricate dal link precedente il sorgente sqlite-autoconf-nomeversione.tar.gz, nel momento in cui scrivo il nome esatto del file è sqlite-autoconf-3080100.tar.gz., ma con il tempo la parte numerica cambierà in funzione delle nuove versioni, assicuratevi comunque che si tratti sempre del file con la stringa "autoconf" nel nome.
Portatevi con il terminale nella cartella dove avete scaricato il file e decomprimetelo con
tar xvfz sqlite-autoconf-3080100.tar.gz
poi compilatelo con:
cd sqlite-autoconf-3080100
./configure
make
sudo checkinstall
Se tutto procede bene, ad un certo punto "Checkinstall" vi chiederà:
The package documentation directory ./doc-pak does not exist.
Should I create a default set of package docs? [y]:
Rispondete y oppure n a seconda che vogliate o meno creare ed installare la documentazione del software. Vi verrà anche chiesto di inserire una descrizione del pacchetto:
Inserire una breve descrizione per il pacchetto.
Termina la tua descrizione con un linea vuota o EOF.
>>
Inseritene una a vostro piacimento, per esempio:
SQLite 3.8.1 installed from source with Checkinstall.
e date esattamente 3 volte "Invio" sulla tastiera per proseguire l'installazione. Una volta terminata, per testare il funzionamento di SQLite date il comando:
sqlite3
Se beccate l'errore
SQLite header and source version mismatch
allora c'è un problema di librerie non aggiornate dall'installazione da risolvere così:
sudo updatedb
locate libsqlite3
Vedrete che le librerie libsqlite3.so.0 e libsqlite3.so.0.8.6 sono presenti in almeno 3 directory:
/usr/lib/i386-linux-gnu/libsqlite3.so.0
/usr/lib/i386-linux-gnu/libsqlite3.so.0.8.6
/usr/lib/x86_64-linux-gnu/libsqlite3.a
/usr/lib/x86_64-linux-gnu/libsqlite3.la
/usr/lib/x86_64-linux-gnu/libsqlite3.so
/usr/lib/x86_64-linux-gnu/libsqlite3.so.0
/usr/lib/x86_64-linux-gnu/libsqlite3.so.0.8.6
/usr/local/lib/libsqlite3.a
/usr/local/lib/libsqlite3.la
/usr/local/lib/libsqlite3.so
/usr/local/lib/libsqlite3.so.0
/usr/local/lib/libsqlite3.so.0.8.6
Controllando le date (controllate effettivamente, non vorrei che proprio nel vostro caso i problemi fossero altri) si vedrà che i file delle directory usr/lib/i386-linux-gnu/ e /usr/lib/x86_64-linux-gnu/ non sono aggiornati alla stessa data di quelli nella directory /usr/local/lib/, i più recenti appena installati.
Su Ubuntu 64 bit è sufficiente aggiornare i file nella sola directory /usr/lib/x86_64-linux-gnu/ copiandovi quelli della directory /usr/local/lib/.
Immagino, ma NON ho testato l'ipotesi, che per installazioni di Ubuntu a 32 bit la directory /usr/lib/x86_64-linux-gnu/ va sostituita con la directory /usr/lib/i386-linux-gnu/.
Perché SQLite riprenda a funzionare è sufficiente aggiornare solo i 2 file libsqlite3.so.0 e libsqlite3.so.0.8.6, per mantenere il tutto allineato è preferibile aggiornarli tutti.
Per sicurezza è meglio cambiare nome ai file da aggiornare piuttosto che cancellarli o sovrascriverli, così da poter tornare indietro in caso di necessità:
sudo mv /usr/lib/x86_64-linux-gnu/libsqlite3.a /usr/lib/x86_64-linux-gnu/libsqlite3.a_bak
sudo mv /usr/lib/x86_64-linux-gnu/libsqlite3.la /usr/lib/x86_64-linux-gnu/libsqlite3.la_bak
sudo mv /usr/lib/x86_64-linux-gnu/libsqlite3.so /usr/lib/x86_64-linux-gnu/libsqlite3.so_bak
sudo mv /usr/lib/x86_64-linux-gnu/libsqlite3.so.0 /usr/lib/x86_64-linux-gnu/libsqlite3.so.0_bak
sudo mv /usr/lib/x86_64-linux-gnu/libsqlite3.so.0.8.6 /usr/lib/x86_64-linux-gnu/libsqlite3.so.0.8.6_bak
Infine copiare i nuovi file al posto dei vecchi rinominati:
sudo cp /usr/local/lib/libsqlite3.a /usr/lib/x86_64-linux-gnu/
sudo cp /usr/local/lib/libsqlite3.la /usr/lib/x86_64-linux-gnu/
sudo cp /usr/local/lib/libsqlite3.so /usr/lib/x86_64-linux-gnu/
sudo cp /usr/local/lib/libsqlite3.so.0 /usr/lib/x86_64-linux-gnu/
sudo cp /usr/local/lib/libsqlite3.so.0.8.6 /usr/lib/x86_64-linux-gnu/
Se tutto è stato fatto correttamente ora SQLite dovrebbe funzionare. Provate a ridare il comando:
sqlite3
e SQLite dovrebbe rispondervi:
SQLite version 3.8.1 2013-10-17 12:57:35
Enter ".help" for instructions
Enter SQL statements terminated with a ";"
>
Per uscire dal prompt e terminare SQLite:
.q
Per disinstallarlo completamente:
sudo apt-get remove --purge sqlite-autoconf
E' tutto... buon lavoro con SQLite!
A volte serve qualcosa di piccolo ed essenziale, facile da installare e da usare, che sia multipiattaforma e richieda poca o nessuna amministrazione, che possa essere usato sia come prodotto a se stante, sia gestito dall'interno dei nostri programmi scritti in un linguaggio di programmazione come C/Java/PHP/Python, e molti altri per cui esiste il binding.
Queste sono le occasioni in cui SQLite fa al caso nostro. Il prodotto ha notevoli possibilità e anche limiti, per cui è sempre da valutare con attenzione se fa proprio al caso nostro.
Vediamo come installarlo su una macchina Ubuntu partendo direttamente dai sorgenti disponibili per il dowload sul sito ufficiale. Per le prove ho usato una Ubuntu 12.04 LTS a 64 bit e SQLite 3, ma con piccole modifiche immagino sia una procedura del tutto generale. Fatemi sapere laddove doveste incontrare problemi, ma anche laddove è andato tutto bene.
Iniziamo con l'installazione preliminare dell'occorrente per la successiva compilazione dei sorgenti. Aprite un terminale e date il comando:
sudo apt-get install build-essential checkinstall
Scaricate dal link precedente il sorgente sqlite-autoconf-nomeversione.tar.gz, nel momento in cui scrivo il nome esatto del file è sqlite-autoconf-3080100.tar.gz., ma con il tempo la parte numerica cambierà in funzione delle nuove versioni, assicuratevi comunque che si tratti sempre del file con la stringa "autoconf" nel nome.
Portatevi con il terminale nella cartella dove avete scaricato il file e decomprimetelo con
tar xvfz sqlite-autoconf-3080100.tar.gz
poi compilatelo con:
cd sqlite-autoconf-3080100
./configure
make
sudo checkinstall
Se tutto procede bene, ad un certo punto "Checkinstall" vi chiederà:
The package documentation directory ./doc-pak does not exist.
Should I create a default set of package docs? [y]:
Rispondete y oppure n a seconda che vogliate o meno creare ed installare la documentazione del software. Vi verrà anche chiesto di inserire una descrizione del pacchetto:
Inserire una breve descrizione per il pacchetto.
Termina la tua descrizione con un linea vuota o EOF.
>>
Inseritene una a vostro piacimento, per esempio:
SQLite 3.8.1 installed from source with Checkinstall.
e date esattamente 3 volte "Invio" sulla tastiera per proseguire l'installazione. Una volta terminata, per testare il funzionamento di SQLite date il comando:
sqlite3
Se beccate l'errore
SQLite header and source version mismatch
allora c'è un problema di librerie non aggiornate dall'installazione da risolvere così:
sudo updatedb
locate libsqlite3
Vedrete che le librerie libsqlite3.so.0 e libsqlite3.so.0.8.6 sono presenti in almeno 3 directory:
/usr/lib/i386-linux-gnu/libsqlite3.so.0
/usr/lib/i386-linux-gnu/libsqlite3.so.0.8.6
/usr/lib/x86_64-linux-gnu/libsqlite3.a
/usr/lib/x86_64-linux-gnu/libsqlite3.la
/usr/lib/x86_64-linux-gnu/libsqlite3.so
/usr/lib/x86_64-linux-gnu/libsqlite3.so.0
/usr/lib/x86_64-linux-gnu/libsqlite3.so.0.8.6
/usr/local/lib/libsqlite3.a
/usr/local/lib/libsqlite3.la
/usr/local/lib/libsqlite3.so
/usr/local/lib/libsqlite3.so.0
/usr/local/lib/libsqlite3.so.0.8.6
Controllando le date (controllate effettivamente, non vorrei che proprio nel vostro caso i problemi fossero altri) si vedrà che i file delle directory usr/lib/i386-linux-gnu/ e /usr/lib/x86_64-linux-gnu/ non sono aggiornati alla stessa data di quelli nella directory /usr/local/lib/, i più recenti appena installati.
Su Ubuntu 64 bit è sufficiente aggiornare i file nella sola directory /usr/lib/x86_64-linux-gnu/ copiandovi quelli della directory /usr/local/lib/.
Immagino, ma NON ho testato l'ipotesi, che per installazioni di Ubuntu a 32 bit la directory /usr/lib/x86_64-linux-gnu/ va sostituita con la directory /usr/lib/i386-linux-gnu/.
Perché SQLite riprenda a funzionare è sufficiente aggiornare solo i 2 file libsqlite3.so.0 e libsqlite3.so.0.8.6, per mantenere il tutto allineato è preferibile aggiornarli tutti.
Per sicurezza è meglio cambiare nome ai file da aggiornare piuttosto che cancellarli o sovrascriverli, così da poter tornare indietro in caso di necessità:
sudo mv /usr/lib/x86_64-linux-gnu/libsqlite3.a /usr/lib/x86_64-linux-gnu/libsqlite3.a_bak
sudo mv /usr/lib/x86_64-linux-gnu/libsqlite3.la /usr/lib/x86_64-linux-gnu/libsqlite3.la_bak
sudo mv /usr/lib/x86_64-linux-gnu/libsqlite3.so /usr/lib/x86_64-linux-gnu/libsqlite3.so_bak
sudo mv /usr/lib/x86_64-linux-gnu/libsqlite3.so.0 /usr/lib/x86_64-linux-gnu/libsqlite3.so.0_bak
sudo mv /usr/lib/x86_64-linux-gnu/libsqlite3.so.0.8.6 /usr/lib/x86_64-linux-gnu/libsqlite3.so.0.8.6_bak
Infine copiare i nuovi file al posto dei vecchi rinominati:
sudo cp /usr/local/lib/libsqlite3.a /usr/lib/x86_64-linux-gnu/
sudo cp /usr/local/lib/libsqlite3.la /usr/lib/x86_64-linux-gnu/
sudo cp /usr/local/lib/libsqlite3.so /usr/lib/x86_64-linux-gnu/
sudo cp /usr/local/lib/libsqlite3.so.0 /usr/lib/x86_64-linux-gnu/
sudo cp /usr/local/lib/libsqlite3.so.0.8.6 /usr/lib/x86_64-linux-gnu/
Se tutto è stato fatto correttamente ora SQLite dovrebbe funzionare. Provate a ridare il comando:
sqlite3
e SQLite dovrebbe rispondervi:
SQLite version 3.8.1 2013-10-17 12:57:35
Enter ".help" for instructions
Enter SQL statements terminated with a ";"
>
Per uscire dal prompt e terminare SQLite:
.q
Per disinstallarlo completamente:
sudo apt-get remove --purge sqlite-autoconf
E' tutto... buon lavoro con SQLite!
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giovedì 28 febbraio 2013
Disponibile VirtualBox 4.2.8
Anche se in questo momento non è ancora segnalato in homepage, ne tanto meno nella pagina di download, nell'apposito directory del sito è già disponibile per MacOSX, Linux e Windows la versione 4.2.8 di VirtualBox.
Appena sarà disponibile il changelog si capirà la portata dei bugfix, per ora è sicura la sistemazione del problema con le VirtualBox Guest Additions che ne impediva l'installazione su Ubuntu 13.04 attualmente in fase di sviluppo.
Aggiornamento: la homepage di VirtualBox è stata modificata, il changelog con i bugfix adesso è disponibile.
Appena sarà disponibile il changelog si capirà la portata dei bugfix, per ora è sicura la sistemazione del problema con le VirtualBox Guest Additions che ne impediva l'installazione su Ubuntu 13.04 attualmente in fase di sviluppo.
Aggiornamento: la homepage di VirtualBox è stata modificata, il changelog con i bugfix adesso è disponibile.
venerdì 16 novembre 2012
Upgrade forzato
Per lungo tempo sul mio fido portatile, un Dell 1747 con scheda
video ATI Mobility Radeon HD 4650, mi sono tenuto stretto Ubuntu 11.04 dopo aver tolto Unity e fatto un downgrade di Compiz.
Ho potuto godermi così un lungo periodo di pace passando il tempo ad usare il portatile piuttosto che combatterci per far funzionare qualcosa quando le idiosincrasie di Unity lo permettevano.
Ad ottobre però la pacchia è finita: passato un anno e mezzo dalla sua uscita è comparso infatti il messaggio di fine supporto alla distribuzione. Diventava obbligatorio passare ad una versione successiva per continuare a ricevere supporto e aggiornamenti.
E se questo non bastava, anche AMD nel frattempo ha deciso di modificare il supporto Linux alle schede video Radeon HD della serie 2000 - 3000 - 4000, di fatto azzerandolo. Niente più nuovi driver per queste schede, niente più compatibilità assicurata con le future versioni di Ubuntu.
Per fortuna l'ultima versione dei Catalyst per queste schede video, la 12.6 indicata nel link, è pienamente compatibile con Ubuntu 12.04 che è una versione LTS (Long Term Support), quindi supporto garantito per i prossimi 5 anni.
C'è di che stare tranquilli per un tempo sufficiente a passare nel frattempo ad un nuovo sistema, così ho installato Ubuntu 12.04 sul mio portatile.
Essenzialmente è andato tutto bene ed il sistema ha funzionato sin da subito, non sono mancati però piccoli problemi di ottimizzazione di cui mi sono dovuto occupare.
Prossimamente un po' di post per mostrarne qualcuno e come l'ho risolto sul mio sistema.
Ho potuto godermi così un lungo periodo di pace passando il tempo ad usare il portatile piuttosto che combatterci per far funzionare qualcosa quando le idiosincrasie di Unity lo permettevano.
Ad ottobre però la pacchia è finita: passato un anno e mezzo dalla sua uscita è comparso infatti il messaggio di fine supporto alla distribuzione. Diventava obbligatorio passare ad una versione successiva per continuare a ricevere supporto e aggiornamenti.
E se questo non bastava, anche AMD nel frattempo ha deciso di modificare il supporto Linux alle schede video Radeon HD della serie 2000 - 3000 - 4000, di fatto azzerandolo. Niente più nuovi driver per queste schede, niente più compatibilità assicurata con le future versioni di Ubuntu.
Per fortuna l'ultima versione dei Catalyst per queste schede video, la 12.6 indicata nel link, è pienamente compatibile con Ubuntu 12.04 che è una versione LTS (Long Term Support), quindi supporto garantito per i prossimi 5 anni.
C'è di che stare tranquilli per un tempo sufficiente a passare nel frattempo ad un nuovo sistema, così ho installato Ubuntu 12.04 sul mio portatile.
Essenzialmente è andato tutto bene ed il sistema ha funzionato sin da subito, non sono mancati però piccoli problemi di ottimizzazione di cui mi sono dovuto occupare.
Prossimamente un po' di post per mostrarne qualcuno e come l'ho risolto sul mio sistema.
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Linux,
Ubuntu,
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mercoledì 15 febbraio 2012
LibreOffice 3.5: le novità, l'installazione, l'aggiornamento
The Document Foundation ha reso disponibile il nuovo LibreOffice 3.5. Davvero tante le novità frutto di un lavoro immenso di cui sono impressionanti le cifre:
Writer
Mi limito invece a sottolineare una novità importante di LibreOffice 3.5 per quanti usano la protezione dei file tramite password. È stato cambiato l'algoritmo di cifratura sostituendo il precedente Blowfish con AES.
La conseguenza immediata è che i file protetti da password creati con LibreOffice 3.5 non potranno più essere aperti da LibreOffice 3.4.4 e precedenti, mentre saranno ancora aperti da LibreOffice 3.4.5 a cui era già stata attivata la sola lettura di file criptati con questo algoritmo.
Fate molta attenzione a ciò se non volete ritrovarvi a non poter più aprire file in versioni più datate di LibreOffice/OpenOffice.
Installazione/aggiornamento di LibreOffice
Le istruzioni per installare LibreOffice su Ubuntu non sono cambiate, tenete solo presente che laddove c'era scritto "3.4.4" ora è diventato "3.5.0".
È tutto.
- 16 mesi di sviluppo;
- 80 sviluppatori di media al mese hanno aiutato a scrivere o modificare il codice;
- oltre 30 mila gli interventi sul codice.
Writer
- Un nuovo correttore grammaticale sia per l'inglese che per altre lingue (non sembra sia compreso l'italiano per il momento);
- migliorato l'antialiasing dei font per una resa migliore del loro aspetto nei documenti;
- finestra interattiva con conteggio in tempo reale dei caratteri immessi;
- nuova interfaccia utente per l'intestazione, il piè di pagina e l'interruzione di pagina.
- Migliorata l'importazione degli elementi grafici da file PowerPoint in formato PPT/PPTX;
- aggiunta la possibilità di inserire elementi multimediali e palette di colori direttamente in documenti ODF;
- nuovo filtro d'importazione per file Microsoft Visio.
- Supporto fino a diecimila fogli;
- l'area di input ora è multi linea, si possono cioè inserire più linee di testo o dati contemporaneamente;
- migliorate la velocità d'importazione dei file da altre suite per l'ufficio
- numero di regole illimitato per la formattazione condizionale.
- Integrato un nuovo driver nativo per PostgreSQL.
Mi limito invece a sottolineare una novità importante di LibreOffice 3.5 per quanti usano la protezione dei file tramite password. È stato cambiato l'algoritmo di cifratura sostituendo il precedente Blowfish con AES.
La conseguenza immediata è che i file protetti da password creati con LibreOffice 3.5 non potranno più essere aperti da LibreOffice 3.4.4 e precedenti, mentre saranno ancora aperti da LibreOffice 3.4.5 a cui era già stata attivata la sola lettura di file criptati con questo algoritmo.
Fate molta attenzione a ciò se non volete ritrovarvi a non poter più aprire file in versioni più datate di LibreOffice/OpenOffice.
Installazione/aggiornamento di LibreOffice
Le istruzioni per installare LibreOffice su Ubuntu non sono cambiate, tenete solo presente che laddove c'era scritto "3.4.4" ora è diventato "3.5.0".
È tutto.
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lunedì 30 gennaio 2012
Firefox 10: installazione o aggiornamento su Ubuntu
Grazie al PPA for Ubuntu Mozilla Security Team è disponibile Firefox 10.
Per l'installazione o aggiornamento da una versione precedente, seguite le istruzioni del post "Firefox 9: installazione o aggiornamento su Ubuntu", sono le stesse.
Per l'installazione o aggiornamento da una versione precedente, seguite le istruzioni del post "Firefox 9: installazione o aggiornamento su Ubuntu", sono le stesse.
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giovedì 26 gennaio 2012
Disponibili i nuovi driver ATI Catalyst 12.01: installarli o aggiornarli su Ubuntu
Disponibili i nuovi driver ATI Catalyst 12.01.
Per le istruzioni di installazione o aggiornamento dei driver, seguite il post "Creazione ed installazione dei pacchetti del driver video ATI Catalyst 11.12 su Ubuntu 11.10".
Update: ci risiamo, nuovamente problemi d'installazione, questa volta non vengono creati i pacchetti deb come indicato nella guida linkata qui sopra. Dato che il problema non sembra generalizzato, voi provateci lo stesso, magari nel vostro caso va a buon fine.
Nel mio caso non solo va male la creazione dei pacchetti d'installazione, ma anche l'installazione manuale non va a buon fine, non mi resta che aspettare l'arrivo dell'aggiornamento del driver direttamente nel repository Ubuntu.
Update 2: sto testando un modo per bypassare il problema della creazione dei pacchetti del driver video ATI. Se avrà esito positivo seguirà un aggiornamento con le indicazioni del caso.
Update 3 (quello finale): dopo quattro versioni di fila dei driver che mi danno problemi, ero stato troppo ottimista a suggerire di installarli con la guida relativa agli ATI Catalyst della precedente versione, la 11.12 rilasciata appena un mese fa.
Evidentemente questo breve lasso di tempo è comunque bastato per introdurre novità sostanziali nel processo d'installazione, in particolare le dipendenze da soddisfare, quel software cioè da installare preventivamente per poter poi creare correttamente i pacchetti deb d'installazione dei driver.
Vediamo le possibili soluzioni.
Per le istruzioni di installazione o aggiornamento dei driver, seguite il post "Creazione ed installazione dei pacchetti del driver video ATI Catalyst 11.12 su Ubuntu 11.10".
Update: ci risiamo, nuovamente problemi d'installazione, questa volta non vengono creati i pacchetti deb come indicato nella guida linkata qui sopra. Dato che il problema non sembra generalizzato, voi provateci lo stesso, magari nel vostro caso va a buon fine.
Nel mio caso non solo va male la creazione dei pacchetti d'installazione, ma anche l'installazione manuale non va a buon fine, non mi resta che aspettare l'arrivo dell'aggiornamento del driver direttamente nel repository Ubuntu.
Update 2: sto testando un modo per bypassare il problema della creazione dei pacchetti del driver video ATI. Se avrà esito positivo seguirà un aggiornamento con le indicazioni del caso.
Update 3 (quello finale): dopo quattro versioni di fila dei driver che mi danno problemi, ero stato troppo ottimista a suggerire di installarli con la guida relativa agli ATI Catalyst della precedente versione, la 11.12 rilasciata appena un mese fa.
Evidentemente questo breve lasso di tempo è comunque bastato per introdurre novità sostanziali nel processo d'installazione, in particolare le dipendenze da soddisfare, quel software cioè da installare preventivamente per poter poi creare correttamente i pacchetti deb d'installazione dei driver.
Vediamo le possibili soluzioni.
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venerdì 13 gennaio 2012
Ubuntu: installare o aggiornare Java 6 da PPA
Update: post ormai obsoleto per via della disattivazione del PPA citato, è stato sostituito dal post "Ubuntu: creazione, installazione e disintallazione pacchetti deb Oracle Java 6 e 7".
Solo pochi giorni fa nel post "Ubuntu: installare Java 6 da pacchetto" vi segnalavo un modo facile e veloce per installare tramite pacchetto, Java 6 di Oracle su Ubuntu.
Lo scopo era quello di evitare la procedura manuale diventato l'unico modo per installare Java da quando, per via del cambio di licenza imposto da Oracle, non vengono più aggiornati i pacchetti nei repository di Ubuntu.
Le cose si sono evolute molto rapidamente, ed in pochi giorni è diventato possibile installare Java tramite un comodo PPA per tutte le versioni di Ubuntu dalla 10.04 alla 11.10.
Solo pochi giorni fa nel post "Ubuntu: installare Java 6 da pacchetto" vi segnalavo un modo facile e veloce per installare tramite pacchetto, Java 6 di Oracle su Ubuntu.
Lo scopo era quello di evitare la procedura manuale diventato l'unico modo per installare Java da quando, per via del cambio di licenza imposto da Oracle, non vengono più aggiornati i pacchetti nei repository di Ubuntu.
Le cose si sono evolute molto rapidamente, ed in pochi giorni è diventato possibile installare Java tramite un comodo PPA per tutte le versioni di Ubuntu dalla 10.04 alla 11.10.
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lunedì 2 gennaio 2012
Ubuntu: installare Java 6 da pacchetto
Update: nel frattempo è stato reso disponibile un nuovo ppa che rende l'installazione di Java 6 su Ubuntu ancora più semplice, fate riferimento al post "Ubuntu: installare aggiornare Java 6 da PPA" per i dettagli.
Java non è più aggiornato nei repository di Ubuntu per via del cambio di licenza imposto da Oracle, e Canonical ha già comunicato che presto disinstallerà Java dalla distribuzione aggiornandolo con pacchetti vuoti.
Se per far girare i vostri programmi Java volete ancora installare l'ultima versione del runtime di Java, ed è il caso visti i vari problemi di sicurezza che periodicamente vengono sanati, dovrete farlo manualmente.
L'operazione non è proprio semplicissima perché richiede oltre al download della versione corretta di Java per la propria architettura, 32 o 64 bit, anche lo spostamento di file nei percorsi opportuni, cambio dei loro permessi, la loro esecuzione e varie altre attività.
Per fortuna c'è chi ha pensato a semplificare la vita degli utenti Ubuntu: grazie a Duinsoft Webdesign è nuovamente possibile installare Java 6 di Oracle su Ubuntu con un comodo pacchetto.
Vediamo come fare.
Java non è più aggiornato nei repository di Ubuntu per via del cambio di licenza imposto da Oracle, e Canonical ha già comunicato che presto disinstallerà Java dalla distribuzione aggiornandolo con pacchetti vuoti.
Se per far girare i vostri programmi Java volete ancora installare l'ultima versione del runtime di Java, ed è il caso visti i vari problemi di sicurezza che periodicamente vengono sanati, dovrete farlo manualmente.
L'operazione non è proprio semplicissima perché richiede oltre al download della versione corretta di Java per la propria architettura, 32 o 64 bit, anche lo spostamento di file nei percorsi opportuni, cambio dei loro permessi, la loro esecuzione e varie altre attività.
Per fortuna c'è chi ha pensato a semplificare la vita degli utenti Ubuntu: grazie a Duinsoft Webdesign è nuovamente possibile installare Java 6 di Oracle su Ubuntu con un comodo pacchetto.
![]() |
| Figura 1: installazione di Java 6 su Ubuntu da repository |
Vediamo come fare.
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martedì 20 dicembre 2011
VirtualBox: rilasciata la nuova versione 4.1.8
Giornata di aggiornamenti questa, anche VirtualBox si aggiorna alla
nuova versione 4.1.8.
Si tratta di una maintenance release, nessuna novità dunque ma un gran numero di bugfix; la lista completa direttamente nel changelog.
A breve una guida per l'installazione o aggiornamento rapido direttamente dai repository VirtualBox messi a disposizione da Oracle.
![]() |
| VirtualBox 4.1.8 |
Si tratta di una maintenance release, nessuna novità dunque ma un gran numero di bugfix; la lista completa direttamente nel changelog.
A breve una guida per l'installazione o aggiornamento rapido direttamente dai repository VirtualBox messi a disposizione da Oracle.
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Firefox 9: installazione o aggiornamento su Ubuntu
Grazie al PPA for Ubuntu Mozilla Security Team è stato reso disponibile Firefox 9 per Ubuntu.
Update: grazie a questo PPA riceverete anche i successivi aggiornamenti di Firefox. Vi dico questo perché è stato appena reso disponibile Firefox 9.0.1 che introduce:
Per aggiungere questo PPA ai vostri repository e aggiornare la vostra copia di Firefox, da terminale:
Se invece si tratta di un'installazione ex-novo di Firefox, sempre da terminale:
È tutto, al termine dell'installazione avrete il vostro Firefox nuovo di zecca.
Update: grazie a questo PPA riceverete anche i successivi aggiornamenti di Firefox. Vi dico questo perché è stato appena reso disponibile Firefox 9.0.1 che introduce:
- miglioramenti nelle performance Javascript;
- miglioramenti nel supporto agli standard per HTML5, MathML, and CSS;
- la risoluzione di alcuni problemi di stabilità e sicurezza;
![]() |
| Firefox 9 |
Per aggiungere questo PPA ai vostri repository e aggiornare la vostra copia di Firefox, da terminale:
sudo add-apt-repository ppa:ubuntu-mozilla-security/ppa
sudo apt-get update
sudo apt-get upgrade
Se invece si tratta di un'installazione ex-novo di Firefox, sempre da terminale:
sudo add-apt-repository ppa:ubuntu-mozilla-security/ppa
sudo apt-get update
sudo apt-get install firefox firefox-gnome-support firefox-locale-en firefox-locale-it
È tutto, al termine dell'installazione avrete il vostro Firefox nuovo di zecca.
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venerdì 16 dicembre 2011
Creazione ed installazione dei pacchetti del driver video ATI Catalyst 11.12 su Ubuntu 11.10
Nell'update del post "Disponibili i driver video ATI Catalyst 11.12"
vi chiedevo di non procedere alla loro installazione dato che la
procedura classica, quella che utilizza direttamente l'installer del
driver con il comando
sudo sh nome_file_ati.run
con Ubuntu 11.10 (e sospetto anche su Ubuntu 11.04 con Unity ma non ho verificato) causa i problemi già visti nelle precedenti versioni del driver stesso: l'installazione va a buon fine, ma al momento di inizializzare il driver con il comando
sudo /usr/bin/aticonfig --initial
vi beccate l'errore
Cambiando però procedura d'installazione dei driver il problema si risolve, vediamo come.
sudo sh nome_file_ati.run
con Ubuntu 11.10 (e sospetto anche su Ubuntu 11.04 con Unity ma non ho verificato) causa i problemi già visti nelle precedenti versioni del driver stesso: l'installazione va a buon fine, ma al momento di inizializzare il driver con il comando
sudo /usr/bin/aticonfig --initial
vi beccate l'errore
error while loading shared libraries: libGL.so.1: cannot open shared object file: No such file or directory
Cambiando però procedura d'installazione dei driver il problema si risolve, vediamo come.
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martedì 13 dicembre 2011
Ubuntu e ATI Catalyst: schermata d'avvio bloccata - 1a parte
Ti svegli un bel mattino e come ogni altro avvii il tuo computer. Ma
non è un giorno uguale agli altri: la bestia proprio non ne vuol sapere
di avviarsi. Te ne accorgi dalla schermata di avvio di Ubuntu che resta
lì ferma a guardarti con i suoi pallini che non si muovono più,
congelati da una forza oscura che immagino si nasconda dietro di essa, Figura 1.
Altre volte la schermata non compare neanche, resta solo un rosa pallido che diffonde dallo schermo illuminando la stanza ancora buia.
Se anche voi avete avuto un risveglio così, usate Ubuntu e avete una scheda video ATI di cui avete installato a mano il driver proprietario, allora è un problema che si può risolvere, vediamo come.
![]() |
| Figura 1: ATI Catalyst - schermata d'avvio di Ubuntu bloccata |
Altre volte la schermata non compare neanche, resta solo un rosa pallido che diffonde dallo schermo illuminando la stanza ancora buia.
Se anche voi avete avuto un risveglio così, usate Ubuntu e avete una scheda video ATI di cui avete installato a mano il driver proprietario, allora è un problema che si può risolvere, vediamo come.
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giovedì 8 dicembre 2011
Unity: riavere indietro i vecchi menù di Gnome
I vecchi menù di Gnome 2 sono la prima cosa che uno cerca quando
approda su Unity. Riaverli indietro è un considerevole aiuto psicologico
a superare bene il primo impatto con la nuova interfaccia grafica,
dando il tempo di esplorarla potendo però tornare indietro a lidi più
conosciuti e sicuri quando serve.
Il modo per riavere indietro i vecchi menù di Gnome 2 è semplice, basta l'installazione di ClassicMenu Indicator:
sudo add-apt-repository ppa:diesch/testing
sudo apt-get update
sudo apt-get install classicmenu-indicator
e riavviate il sistema.
Se tutto è andato bene, basta cliccare sul pulsante con il logo di Ubuntu indicato dalla freccia in giallo di Figura 1 e riavrete indietro un rassicurante menù old-style; nell'immagine la calcolatrice nel sottomenù "Accessori":
Se ClassicMenu Indicator non dovesse comparire, aggiungetelo manualmente alle applicazioni da lanciare all'avvio del sistema così da averlo sempre disponibile. E' sufficiente cliccare sul pulsante all'estrema destra di Figura 1, cliccare su "Applicazioni d'avvio" e nelle rispettive voci inserire:
Nome: ClassicMenu Indicator
Comando: classicmenu-indicator
Commento: Indicator applet to show the Gnome Classic main menu (o quello che piace a voi).
GdS
Il modo per riavere indietro i vecchi menù di Gnome 2 è semplice, basta l'installazione di ClassicMenu Indicator:
sudo add-apt-repository ppa:diesch/testing
sudo apt-get update
sudo apt-get install classicmenu-indicator
e riavviate il sistema.
Se tutto è andato bene, basta cliccare sul pulsante con il logo di Ubuntu indicato dalla freccia in giallo di Figura 1 e riavrete indietro un rassicurante menù old-style; nell'immagine la calcolatrice nel sottomenù "Accessori":
![]() |
| Figura 1: ClassicMenu Indicator per riavere i vecchi menù su Ubuntu Unity |
Se ClassicMenu Indicator non dovesse comparire, aggiungetelo manualmente alle applicazioni da lanciare all'avvio del sistema così da averlo sempre disponibile. E' sufficiente cliccare sul pulsante all'estrema destra di Figura 1, cliccare su "Applicazioni d'avvio" e nelle rispettive voci inserire:
Nome: ClassicMenu Indicator
Comando: classicmenu-indicator
Commento: Indicator applet to show the Gnome Classic main menu (o quello che piace a voi).
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mercoledì 7 dicembre 2011
Adattare Unity alle nostre esigenze
Il motivo per cui non sono ancora passato ad Ubuntu 11.10 è solo uno: Unity.
Amato/odiato dai suoi utenti senza vie di mezzo, credo abbia contribuito non poco (in negativo) alla recente perdita dello scettro da parte di Ubuntu nelle classifiche DistroWatch. Classifiche da prendere con beneficio d'inventario, certo, ma pur sempre indicative di un cambiamento di tendenza rispetto ad un passato recente, sopratutto considerando che a scalzarlo dal primo posto mantenuto a lungo è stata proprio una sua derivata, Linux Mint.
Quest'ultima si differenzia da Ubuntu sopratutto per le differenti scelte fatte in tema di interfaccia grafica, non seguendola sul carro di Unity ma usando un ben rodato Gnome 2 nella versione 11 ed Gnome Shell sulla versione 12.
Sul mio sistema, un portatile Dell 1747 con scheda video ATI Mobility Radeon HD 4650, l'impatto iniziale con Unity in Ubuntu 11.04 è stato devastante (complice anche la scheda video, i possessori di schede video Nvidia mi è sembrato abbiano avuto meno problemi):
Nonostante l'esperienza non esaltante, all'uscita della versione stabile ho installato Ubuntu 11.10 su apposita partizione dedicata e ho continuato a seguire gli sviluppi di Unity.
Questo perché una delle cose che riconosco a Unity è che gestisce molto bene lo spazio video, massimizzando quello disponibile all'interno delle nostre finestre. Questo però è stato ottenuto spostando in alto di tutti i menù, cosa che costringe molti utenti con grandi schermi a macinare chilometri con il mouse per poterli raggiungere, oltre ad un launcher che appare/scompare rendendo non ottimale l'esperienza utente.
Ora qualcosa sta cambiando anche da questo punto di vista: si comincia finalmente a ragionare su come ovviare nelle future release a tutto ciò e rendere l'esperienza utente più adattabile alle proprie personali esigenze.
GdS
Amato/odiato dai suoi utenti senza vie di mezzo, credo abbia contribuito non poco (in negativo) alla recente perdita dello scettro da parte di Ubuntu nelle classifiche DistroWatch. Classifiche da prendere con beneficio d'inventario, certo, ma pur sempre indicative di un cambiamento di tendenza rispetto ad un passato recente, sopratutto considerando che a scalzarlo dal primo posto mantenuto a lungo è stata proprio una sua derivata, Linux Mint.
Quest'ultima si differenzia da Ubuntu sopratutto per le differenti scelte fatte in tema di interfaccia grafica, non seguendola sul carro di Unity ma usando un ben rodato Gnome 2 nella versione 11 ed Gnome Shell sulla versione 12.
Sul mio sistema, un portatile Dell 1747 con scheda video ATI Mobility Radeon HD 4650, l'impatto iniziale con Unity in Ubuntu 11.04 è stato devastante (complice anche la scheda video, i possessori di schede video Nvidia mi è sembrato abbiano avuto meno problemi):
- icone dei documenti sul desktop che scomparivano;
- icone dei programmi aperti che scomparivano dallo switcher (Alt+Tab) delle applicazioni;
- riavvio dell'interfaccia grafica quando faceva piacere a lei più che a me;
- rallentamenti improvvisi e instabilità complessiva del sistema.
Nonostante l'esperienza non esaltante, all'uscita della versione stabile ho installato Ubuntu 11.10 su apposita partizione dedicata e ho continuato a seguire gli sviluppi di Unity.
Questo perché una delle cose che riconosco a Unity è che gestisce molto bene lo spazio video, massimizzando quello disponibile all'interno delle nostre finestre. Questo però è stato ottenuto spostando in alto di tutti i menù, cosa che costringe molti utenti con grandi schermi a macinare chilometri con il mouse per poterli raggiungere, oltre ad un launcher che appare/scompare rendendo non ottimale l'esperienza utente.
Ora qualcosa sta cambiando anche da questo punto di vista: si comincia finalmente a ragionare su come ovviare nelle future release a tutto ciò e rendere l'esperienza utente più adattabile alle proprie personali esigenze.
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ATI Catalyst: problemi d'installazione con Ubuntu risolti
Dopo un bel po' di problemi dei driver ATI Catalyst
proprietari, quelli scaricabili dal sito AMD per intenderci, e Ubuntu
11.10 con Unity, ora la versione 11.11 dei Catalyst è stata impacchettata e
inserita direttamente nei repository di Ubuntu: finalmente
l'installazione funziona correttamente.
Per installarli sulla vostra macchina è sufficiente dare un paio di comandi dal terminale:
Per disinstallarli in caso di problemi:
GdS
Per installarli sulla vostra macchina è sufficiente dare un paio di comandi dal terminale:
sudo apt-get install dkms build-essential linux-headers-generic
sudo apt-get install fglrx-updates fglrx-amdcccle-updates
Per disinstallarli in caso di problemi:
sudo apt-get remove fglrx-updates fglrx-amdcccle-updates
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AMD Catalyst driver,
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giovedì 10 novembre 2011
LIbreOffice: guida all'installazione o aggiornamento
Una guida rapida all'installazione/aggiornamento di LibreOffice su un sistema Ubuntu.
Approfitto per farlo della concomitante disponibilità di LibreOffice 3.4.4. Non sono state introdotte nuove funzionalità ma sistemati alcuni bug emersi nell'uso della precedente versione 3.4.3, perciò è senz'altro un aggiornamento che vi consiglio di fare.
Se volete procedere all'installazione o all'aggiornamento di LibreOffice su Ubuntu, potete farlo con la massima comodità usando il suo PPA, oppure tramite installazione manuale scaricando i file come in Figura 1.
Vediamo entrambi le modalità di installazione/aggiornamento.
Approfitto per farlo della concomitante disponibilità di LibreOffice 3.4.4. Non sono state introdotte nuove funzionalità ma sistemati alcuni bug emersi nell'uso della precedente versione 3.4.3, perciò è senz'altro un aggiornamento che vi consiglio di fare.
Se volete procedere all'installazione o all'aggiornamento di LibreOffice su Ubuntu, potete farlo con la massima comodità usando il suo PPA, oppure tramite installazione manuale scaricando i file come in Figura 1.
![]() |
| Figura 1: download LibreOffice in italiano per Ubuntu 64 bit |
Vediamo entrambi le modalità di installazione/aggiornamento.
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