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lunedì 1 ottobre 2007

Bentornato autunno

Spesso succede di alzarmi molto presto, diciamo le 4 del mattino.
E' un'ora magica: c'è qualcosa nell'aria, un'energia molto particolare, fine, sottile, penetrante ma leggera, che ti arriva fin nel cervello e all'istante ti snebbia la mente senza forzare: semplicemente sei sveglio.

E così, anche questa mattina sono salito sul terrazzo che ho la fortuna di poter usare in questo periodo, e ho respirato a pieni polmoni: un'aria sottile, penetrante ma gradevole e tranquilla mi ha riempito, seguita da uno strano profumo: qualcosa di vago ma familiare, e ho continuato a respirare. La memoria olfattiva è potente, a volte un profumo può farci tornare indietro fino all'infanzia in un istante.

Mi sono ritrovato a ricordare della mia infanzia, di quando il primo ottobre era il giorno in cui cominciavano le scuole (frequentavo le elementari), di quando le stagioni si presentavano regolari e sempre uguali, di quando ottobre era il mese dei funghi e con mio zio andavamo nel bosco a cercarli.

Ecco cosa mi ricordava quell'odore: è l'odore delle foglie bagnate del sottobosco che cominciano a trasformarsi nell'humus che nutrirà la terra per l'anno a venire. E' stato un momento dolce di incontro con me stesso, di chi sono e di chi sono stato, l'io bambino e l'io adulto, uniti da un ricordo lontano ma vivo, in qualche modo sempre presente, dell'autunno che vive e porta un tepore dolce e avvolgente.

Bentornato autunno, non lo sapevo, ma ti stavo aspettando.

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venerdì 21 settembre 2007

lunedì 17 settembre 2007

Un nuovo viaggio nel mondo dei bit

Un detto orientale dice che: “il viaggiatore che torna dal viaggio, non è lo stesso che è partito”.

Sono appena partito per un nuovo viaggio: amministrazione di sistemi GNU/Linux. Il corso, tenuto da Simone Piccardi del Linux Certification Institute, riguarda gli esami LP101 e LP102 della certificazione LPI.

Per fortuna si tratta di due soli giorni a settimana, venerdì e sabato. Dico per fortuna perché ho scoperto con grande rammarico, che ho un cervello disabituato a funzionare. Il precedente lavoro tanto era ripetitivo, che bisognava spegnerlo per procedere più velocemente. Dopo sei anni così, riprendere a studiare e frequentare un corso di otto ore alla volta, e quando dico otto, intendo otto ore quasi di fila, è dura. Ieri sera, mentre il treno mi riportava a casa, pensavo: “per fortuna domani è domenica, per fortuna non c'è corso sennò mi sarei ritirato, non ne ho più!”.

Il docente, Simone Piccardi, è un formatore davvero bravo: sempre chiaro, disponibile, con più di un decennio di esperienza su Linux. E con un ritmo impressionante: il primo giorno di lezione, tre ore e quaranta di fila! Una forza della natura che mi ha messo ancora più in difficoltà, viste le premesse.

Il viaggio è appena iniziato ed il viaggiatore arranca un po', ma ce la metterò tutta perché sia fruttuoso, e quando avrò un po' più di allenamento, anche meno faticoso. Nel frattempo, si sta rendendo disponibile nuovo materiale che mi fa piacere condividere con voi, non appena pronti i primi post, si comincia! :-)

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lunedì 23 luglio 2007

L'onda perfetta

Ho sempre ammirato i surfisti.
Vanno in mare senza un piano, senza degli obiettivi precisi, senza una strategia che passo dopo passo lì porti verso il loro obiettivo... perché non vi è un obiettivo.

Hanno una passione grande, smisurata, immensa, e semplicemente la vivono.
La vivono, la sperimentano, la sentono viva che lì attraversa: il sole sul viso, l'acqua sulla pelle, la fatica nel corpo, le emozioni che sentono dentro in presa diretta, mentre cavalcano onde alte come palazzi.

E non forzano, nessuno "sbattersi" per forzare l'onda ad arrivare a loro.
Entrano in acqua e semplicemente aspettano, sanno che l'onda buona, quella perfetta per loro arriverà, e fiduciosi l'attendono; e puntuale arriva. Vi salgono sopra, la tavola sotto come un'estensione del loro corpo, e cominciano a scivolare sull'onda, insieme con l'onda.

Non è un pianificare come fare, ne cosa fare, è l'essere nel momento e assecondare l'onda, è la fiducia che tutto scorre e sarà perfetto in quella reciproca interazione uomo-tavola-mare.

Mi sento pronto a surfare, Giornale di Sistema è tornato. :-D

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mercoledì 4 luglio 2007

Il blog, il lavoro, la vita...

Era nell'aria, è successo... il 30 giugno 2007 ho terminato la mia attività di consulenza in ambito Mainframe.

Sono stati anni intensi, a volte anche duri, e meravigliosi ed emozionanti allo stesso tempo. E non è stato semplice andar via. Prima che colleghi di lavoro, ho lasciato degli amici. Persone che mi hanno accolto nella loro vita, nel loro mondo, che mi hanno fatto sentire a casa lontano da casa, che mi sono stati famiglia dove famiglia non c'era.

Ed ora si ricomincia.
Ma in un modo del tutto nuovo, in un ambito del tutto diverso.

Una chiacchierata con il direttore del personale della mia società ha portato alla luce delle posizioni inconciliabili. Sono anni che ho fatto presente che l'ambito mainframe non era più nelle corde dell'anima. Si, corde dell'anima. Perché per me i computer sono prima di tutto una passione, lo sono da sempre.

Ricordo avevo 8 anni quando lessi il primo libro sui computer. E da allora non mi è più passata. Ha avuto i suoi alti, ha avuto i suoi bassi, ha avuto le sue trasformazioni. Cose che mi piacevano, un particolare settore d'interesse, ha lasciato posto ad altre cose, ad un nuovo settore, a nuove curiosità, nuova passione. La passione è la linfa stessa della vita, una cosa fatta senza passione nasce già morta.

Quando ho iniziato ad occuparmi di mainframe, l'ho fatto con forza, determinazione, curiosità, ma sin da subito è mancata la scintilla della passione. Appena l'ho capito, ne ho parlato con la mia azienda e ho chiesto di essere trasferito, di andare a lavorare in qualunque punto della nostra bella penisola, ma di uscire da quell'ambito. Sono stato sicuramente accontentato sulla prima, mi sono ritrovato a 800 Km da casa, non sulla seconda, quello no.

Non c'è nulla che rimpiango, la scelta che feci allora anche con il senno di oggi ha ancora un suo perché. Ma le scelte non sono cose scolpite nella roccia. Arriva un momento in cui vanno riconsiderate, riconsiderate alla luce di ciò che è cambiato in noi proprio grazie a quelle scelte. Maggiore consapevolezza di noi stessi, delle nostre possibilità, delle nostre passioni, del nostro valore, non possono restare inascoltati a lungo, non possono restare seppelliti dalla paura di saltare nel vuoto.

Perché si, è un salto nel vuoto quello che "Signori e Signore, gentili astanti e pubblico da casa...", vado ad eseguire!

E si, ho paura... puoi avere tutti intorno a te, ad un passo da te, ma nel momento del salto sei comunque solo, solo con te stesso. E' un momento profondo, di magico silenzio, in cui quello che si è, quello che sei, emerge chiaro, limpido, cristallino.

Mi faccio da solo un augurio scaramantico: in bocca al lupo! ... crepi il lupo!

E se qualcuno vuole unirsi all'in bocca al lupo, faccia pure, mi fa molto piacere. :-)

Grazie.
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