lunedì 12 novembre 2007

Amministrazione di sistemi Linux: premessa

Una doverosa premessa. Scordatevi sin d'ora la vostra interfaccia grafica preferita per dare i comandi: non cliccheremo sul file per cancellarlo, è una cosa intuitiva che chiunque venga da Windows riuscirà a fare benissimo anche su Linux, daremo invece il relativo comando rm (remove) da shell (l'interfaccia testuale di Linux, tipo finestra del DOS su Windows ma enormemente più potente). Per quanto possa sembrare astruso usare un'interfaccia testuale invece di una comodissima Gnome o KDE, tutto ciò ha perfettamente senso. Vediamone i motivi principali:

- non sempre è disponibile un'interfaccia grafica: soprattutto se il sistema è in panne, ma anche perché state lavorando su una macchina vecchia che non c'è la fa a far girare un'interfaccia grafica, oppure perché siete su un server e preferite risparmiare le pesanti risorse che un'interfaccia grafica consuma, potreste trovarvi ad avere a disposizione solo la riga di comando, sempre presente in ogni sistema.

- le interfacce grafiche hanno bisogno continuo di interazione: occorre stare lì continuamente a cliccare su qualcosa per scegliere opzioni e dare comandi. Immaginate di dover rinominare un migliaio di file: dovete cliccare sul file, scegliere in qualche modo l'opzione di rinomina del file, scrivere il nome del file, renderlo effettivo; ricominciare d'accapo tutto ciò e ripeterlo per tutti i mille file. Beh, potete spendere meglio il vostro tempo: lanciate uno script (una sequenza di comandi registrati su un file, come i file .bat di Windows per capirci) e nel frattempo vi bevete un buon caffè (se la vostra macchina è lenta nello svolgere l'operazione).

- le interfacce grafiche non rendono sempre disponibili all'utente tutti i comandi realmente presenti: molto spesso i comandi e le opzioni che l'interfaccia grafica rende disponibili sono solo una parte di tutti quelli disponibili, per poter usare gli altri bisogna scriverli dalla riga di comando.

- l'uso della riga di comando è più elastico di quello dell'interfaccia grafica: tramite una sequenza di opportuni comandi (i già citati script), è possibile creare nuove operazioni completamente automatizzate. In realtà ciò sarebbe possibile anche dall'interfaccia grafica usando uno degli appositi programmi che registrano la nostra attività sullo schermo (pulsanti cliccati, opzioni scelte), per poi ripeterla come un unico comando. Dato che gli script sono alla fine una vera e propria forma di programmazione, possiamo però prevedere, a seconda della situazione, l'esecuzione di alcuni comandi o di altri, rendendo il tutto molto più adattabile alle situazioni che si presentano “in corso d'opera” cioè durante l'esecuzione stessa dello script.

- l'interfaccia grafica nasconde molte delle cose che succedono nel dietro le quinte: nella metafora del teatro, se voi siete lo spettatore, cioè l'utente normale che vuole: avviare Linux, scrivere il suo documento con OpenOffice.org, spedirlo come allegato via e-mail, allora l'interfaccia grafica va benissimo. Ma se siete l'attore, cioè l'amministratore del sistema, allora avete bisogno di sapere anche cosa accade davvero nel dietro le quinte e sapervi muovere in esso. Poi, quando avrete imparato, saprete muovervi sia sul palco che dietro il palco, e saprete quando è il momento di essere davanti e quando dietro il palco stesso.

Fuor di metafora: quando saprete bene cosa accade sul vostro sistema, saprete anche come non complicarsi la vita usando di volta in volta, l'interfaccia grafica o quella a riga di comando a seconda delle esigenze, ma sapendo bene, nell'uno e nell'altro caso, cosa avviene davvero e come mantenere il controllo totale del sistema a voi affidato.

Il materiale sarà valido per Linux in tutte le sue incarnazione; pertanto, se avete voglia di capire davvero cosa c'è sotto il cofano della vostra distribuzione preferita, non vi resta che seguire i prossimi post sull'argomento.

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