mercoledì 7 dicembre 2011

Adattare Unity alle nostre esigenze

Il motivo per cui non sono ancora passato ad Ubuntu 11.10 è solo uno: Unity.

Amato/odiato dai suoi utenti senza vie di mezzo, credo abbia contribuito non poco (in negativo) alla recente perdita dello scettro da parte di Ubuntu nelle classifiche DistroWatch. Classifiche da prendere con beneficio d'inventario, certo, ma pur sempre indicative di un cambiamento di tendenza rispetto ad un passato recente, sopratutto considerando che a scalzarlo dal primo posto mantenuto a lungo è stata proprio una sua derivata, Linux Mint.

Quest'ultima si differenzia da Ubuntu sopratutto per le differenti scelte fatte in tema di interfaccia grafica, non seguendola sul carro di Unity ma usando un ben rodato Gnome 2 nella versione 11 ed Gnome Shell sulla versione 12.

Sul mio sistema, un portatile Dell 1747 con scheda video ATI Mobility Radeon HD 4650, l'impatto iniziale con Unity in Ubuntu 11.04 è stato devastante (complice anche la scheda video, i possessori di schede video Nvidia mi è sembrato abbiano avuto meno problemi):
  • icone dei documenti sul desktop che scomparivano;
  • icone dei programmi aperti che scomparivano dallo switcher (Alt+Tab) delle applicazioni;
  • riavvio dell'interfaccia grafica quando faceva piacere a lei più che a me;
  • rallentamenti improvvisi e instabilità complessiva del sistema.
Risultato: segato via Unity e downgrade di Compiz alla più stabile versione precedente.

Nonostante l'esperienza non esaltante, all'uscita della versione stabile ho installato Ubuntu 11.10 su apposita partizione dedicata e ho continuato a seguire gli sviluppi di Unity.

Questo perché una delle cose che riconosco a Unity è che gestisce molto bene lo spazio video, massimizzando quello disponibile all'interno delle nostre finestre. Questo però è stato ottenuto spostando in alto di tutti i menù, cosa che costringe molti utenti con grandi schermi a macinare chilometri con il mouse per poterli raggiungere, oltre ad un launcher che appare/scompare rendendo non ottimale l'esperienza utente.

Ora qualcosa sta cambiando anche da questo punto di vista: si comincia finalmente a ragionare su come ovviare nelle future release a tutto ciò e rendere l'esperienza utente più adattabile alle proprie personali esigenze.

GdS