mercoledì 4 luglio 2007

Il blog, il lavoro, la vita...

Era nell'aria, è successo... il 30 giugno 2007 ho terminato la mia attività di consulenza in ambito Mainframe.

Sono stati anni intensi, a volte anche duri, e meravigliosi ed emozionanti allo stesso tempo. E non è stato semplice andar via. Prima che colleghi di lavoro, ho lasciato degli amici. Persone che mi hanno accolto nella loro vita, nel loro mondo, che mi hanno fatto sentire a casa lontano da casa, che mi sono stati famiglia dove famiglia non c'era.

Ed ora si ricomincia.
Ma in un modo del tutto nuovo, in un ambito del tutto diverso.

Una chiacchierata con il direttore del personale della mia società ha portato alla luce delle posizioni inconciliabili. Sono anni che ho fatto presente che l'ambito mainframe non era più nelle corde dell'anima. Si, corde dell'anima. Perché per me i computer sono prima di tutto una passione, lo sono da sempre.

Ricordo avevo 8 anni quando lessi il primo libro sui computer. E da allora non mi è più passata. Ha avuto i suoi alti, ha avuto i suoi bassi, ha avuto le sue trasformazioni. Cose che mi piacevano, un particolare settore d'interesse, ha lasciato posto ad altre cose, ad un nuovo settore, a nuove curiosità, nuova passione. La passione è la linfa stessa della vita, una cosa fatta senza passione nasce già morta.

Quando ho iniziato ad occuparmi di mainframe, l'ho fatto con forza, determinazione, curiosità, ma sin da subito è mancata la scintilla della passione. Appena l'ho capito, ne ho parlato con la mia azienda e ho chiesto di essere trasferito, di andare a lavorare in qualunque punto della nostra bella penisola, ma di uscire da quell'ambito. Sono stato sicuramente accontentato sulla prima, mi sono ritrovato a 800 Km da casa, non sulla seconda, quello no.

Non c'è nulla che rimpiango, la scelta che feci allora anche con il senno di oggi ha ancora un suo perché. Ma le scelte non sono cose scolpite nella roccia. Arriva un momento in cui vanno riconsiderate, riconsiderate alla luce di ciò che è cambiato in noi proprio grazie a quelle scelte. Maggiore consapevolezza di noi stessi, delle nostre possibilità, delle nostre passioni, del nostro valore, non possono restare inascoltati a lungo, non possono restare seppelliti dalla paura di saltare nel vuoto.

Perché si, è un salto nel vuoto quello che "Signori e Signore, gentili astanti e pubblico da casa...", vado ad eseguire!

E si, ho paura... puoi avere tutti intorno a te, ad un passo da te, ma nel momento del salto sei comunque solo, solo con te stesso. E' un momento profondo, di magico silenzio, in cui quello che si è, quello che sei, emerge chiaro, limpido, cristallino.

Mi faccio da solo un augurio scaramantico: in bocca al lupo! ... crepi il lupo!

E se qualcuno vuole unirsi all'in bocca al lupo, faccia pure, mi fa molto piacere. :-)

Grazie.
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